Superbonus 110 addio, arriva sconto al 70% solo per i condomini: cosa cambia per le villette

Il superbonus per come lo conosciamo va verso l'addio. A partire dal 2024, l'agevolazione fiscale che permetteva a coloro che ristrutturavano una casa di beneficiare di un credito d'imposta del 110% sarà archiviata (a meno di eventuali cambiamenti da parte del governo), lasciando spazio a uno sconto del 70%. Nel corso del 2025, l'agevolazione sarà ancora presente, ma ridotta ulteriormente al 65%, per poi concludersi definitivamente. Questa misura, introdotta durante la pandemia, ha gravato sul bilancio dello Stato per 96 miliardi di euro entro la fine di novembre, con stime di ulteriori 20 miliardi entro la fine dell'anno.Il nuovo strumento che prenderà il posto del superbonus potrà essere utilizzato esclusivamente dai condomini. Al contrario, i proprietari di villette dovranno completare i lavori entro la fine dell'anno se sono stati avviati entro il 30 settembre 2022, con un progresso di almeno il 30%, o se sono stati avviati nel 2023, rispettando i criteri del quoziente familiare. Tuttavia, il vecchio beneficio del 110% non scomparirà completamente, rimanendo valido per le abitazioni danneggiate dai terremoti.
(ARTICOLO TRATTO DA WWW.MSN.COM IL MESSAGGERO)

Cila edilizia: cos’è e quando serve

Di Elisa Migliorini

Fiscomania.com

martedì 19 Settembre 2023 ore 10:19

La CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) è uno strumento amministrativo utilizzato nel settore edilizio italiano per comunicare l’inizio di determinati lavori di ristrutturazione o manutenzione straordinaria che non comportano variazioni volumetriche o modifiche alla destinazione d’uso degli immobili. Si tratta di una procedura semplificata che sostituisce il permesso di costruire o la Dichiarazione di Inizio Attività (DIA) per interventi di minore entità.

La Cila è la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata, che va presentata da parte del tecnico, come l’architetto, ogni qual volta si applichino dei lavori di ristrutturazione sull’immobile che non comportino modifiche strutturali sullo stesso. La comunicazione va presentata al Comune con tutte le informazioni specifiche sul lavoro.

La Cila non è obbligatoria per l’edilizia libera, oppure nei casi in cui vanno presentati la SCIA o il PdC. La presentazione va fatta con un tecnico abilitato, e bisogna sostenere i costi per i diritti di segreteria e per la parcella del professionista. In caso di omessa presentazione obbligatoria, si incorre il rischio di ricevere sanzioni in denaro.

Cos’è la Cila?

Con il termine Cila si intende la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata, ovvero è una pratica edilizia da utilizzare nel caso di svolgimento di determinati lavori di ristrutturazione degli immobili. Si tratta di una dichiarazione al Comune per poter svolgere dei lavori secondo le norme previste.

Sostanzialmente questa pratica va svolta quando è necessario portare avanti lavori di manutenzione straordinaria dell’edificio, ma senza incorrere in modifiche strutturali dello stesso. In questo ultimo caso bisogna invece procedere con la comunicazione della SCIA, ovvero la Segnalazione Certificata di Inizio Attività.

È una pratica il cui svolgimento è piuttosto veloce, perché è sufficiente inviare la comunicazione al Comune di riferimento per poter iniziare i lavori. Come anticipato, i lavori svolti non devono coinvolgere l’edificio in modo strutturale cambiandone le caratteristiche, per poter presentare semplicemente la Cila.

A cosa serve questa pratica?

La Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata serve a comunicare i lavori secondo le normative vigenti, e questo obbligo è presente dal 2010. In molti casi questa comunicazione è stata utilizzata negli ultimi anni per svolgere i lavori connessi alle agevolazioni fiscali e ai bonus erogati dallo stato.

La Cila deve essere presentata da un tecnico abilitato, ovvero colui che redige il progetto specifico, e descrive accuratamente tramite questa pratica i lavori che intende portare avanti. Risulta obbligatorio presentare la Cila ogni volta che si procede alla manutenzione straordinaria e il restauro, o al risanamento conservativo, senza interventi strutturali sull’edificio. Questa pratica è necessaria quando si vuole procedere a svolgere diversi tipi di lavori. Va tenuto presente che in mancanza di questa comunicazione, non è permesso procedere, per cui si può incorrere anche in una sanzione di 1.000 euro, nel caso di omessa dichiarazione.

In generale si può presentare per interventi interni ed esterni, ovvero:

  • Interventi interni: sono incluse le ristrutturazioni interne per dividere in più parti un immobile, oppure per accorparli, oppure per modificare gli impianti;
  • Interventi esterni: si tratta in questo caso delle facciate esterne degli edifici, purché non ci siano particolari vincoli e non si agisca sulla struttura dell’edificio.
A cosa serve la CILA?

La CILA serve a semplificare e velocizzare le procedure burocratiche per l’inizio di lavori edilizi che rientrano in determinate categorie. Ecco alcuni dei principali scopi:
– Semplificazione Burocratica: Riduce la quantità di documentazione e il tempo necessario per ottenere l’approvazione per iniziare i lavori.
– Legalità: Assicura che i lavori siano conformi alle normative edilizie e urbanistiche vigenti.
– Controllo: Anche se la procedura è semplificata, la CILA richiede l’asseverazione da parte di un tecnico abilitato, garantendo un certo livello di controllo sulla correttezza e la legalità dell’intervento.
– Velocità: Una volta inviata la comunicazione, i lavori possono iniziare senza dover attendere ulteriori approvazioni, a meno che non vi siano irregolarità.

Quando va presentata la comunicazione?

Questa pratica è obbligatoria per diversi tipi di interventi di edilizia, purché non si tratti di lavori di tipo strutturale. Va presentata quindi per i seguenti tipi di interventi:

  • Manutenzione straordinaria leggera;
  • Interventi di restauro conservativo;
  • Risanamento conservativo;
  • Rimozione delle barriere architettoniche, se non modificano il volume dell’edificio;
  • Piccole ristrutturazioni che non coinvolgono la struttura dell’edificio;
  • Realizzazione di pertinenze minori con volume inferiore al 20% dell’edificio principale;
  • Movimentazione di terra non inerente l’attività agricola;
  • Costruzione di serre con muratura.
Nella pratica, questa comunicazione è obbligatoria ogni qual volta si modificano gli ambienti, per via di una ristrutturazione interna, oppure per frazionamento e accorpamento di unità immobiliari, o anche nel caso di rifacimento di impianti, come quello elettrico, idrico o per il riscaldamento.

Quando non è obbligatoria

Nei casi visti sopra, presentare la Cila è una operazione obbligatoria, mentre non lo è nel caso in cui intervengano altri tipi di autorizzazioni. In particolare, non è obbligatoria nei seguenti casi:

  • Edilizia libera: qui rientrano tutti quegli interventi di ristrutturazione che possono essere effettuati senza la necessità di richiedere una precisa autorizzazione o permesso;
  • SCIA: per tutti i lavori in cui è necessario presentare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. Rientrano qui i lavori che vanno a incidere sulla struttura complessiva dell’immobile, come ad esempio nel caso di demolizione, restauro e ampliamento di immobili;
  • PdC: nel caso in cui serva il Permesso di Costruire, ovvero per svolgere opere di trasformazione urbanistica più complesse, per interventi di edilizia pesante, per nuove costruzioni, per lavori su impianti pubblici e per ristrutturare aree industriali dismesse.
In tutti questi casi non è necessario presentare anche la Cila, ma è sufficiente svolgere i lavori di edilizia libera senza permessi oppure presentare la SCIA o il PdC. Va ricordato che ogni Comune poi può dare il permesso o negarlo riguardo a determinate opere di costruzione o ristrutturazione, ed è necessario consultare il regolamento della zona specifica prima di costruire. Va tenuto conto quindi che tra gli interventi per cui non è necessaria la Cila ci sono ad esempio: pavimentazione e finitura degli spazi, installazione di pannelli solari fotovoltaici, interventi di manutenzione ordinaria.

Chi deve fare la comunicazione?

Per procedere correttamente con la presentazione della Cila e non incorrere in sanzioni, è necessario che si presenti il progetto dei lavori completo, compilando il modulo con tutti i dati importanti, ed è il tecnico abilitato a dover provvedere a questo documento.

Si può trattare di un architetto, geometra o ingegnere che si occupa di seguire i lavori, che dovrà redigere le linee guida per procedere con gli interventi edilizi. Questo tecnico deve asseverare la conformità dei lavori, e attestare che seguono i diversi regolamenti.

Per poter procedere, il tecnico deve essere iscritto all’Albo, avere una Partita Iva e emettere una fattura per la prestazione professionale, fattura che può essere utilizzata dai soggetti interessati per chiedere specifiche detrazioni o agevolazioni fiscali presenti per l’edilizia.

La Cila va poi presentata allo Sportello Unico per l’Edilizia al Comune di riferimento, o in alternativa può essere inviata via email tramite posta certificata PEC.

Quali documenti occorrono?

Nel dettaglio, per fare la presentazione servono i seguenti documenti:

  • Il modulo per la Cila;
  • la documentazione grafica dei lavori e la relazione tecnica;
  • la ricevuta di pagamento per eventuali diritti di segreteria del Comune;
  • la dichiarazione di assenso di proprietari terzi se presenti;
  • documenti di identità del dichiarante, dei terzi proprietari e del progettista;
  • Durc: ad oggi non è più obbligatorio e può essere verificato direttamente online;
  • altri eventuali documenti relativi a situazioni specifiche.
Questi documenti dovranno servire per attestare la conformità dei lavori, in particolare per confermare la conformità ai regolamenti edilizi, agli strumenti urbanistici e l’esclusione degli interventi da parti strutturali dell’edificio, per cui sarebbero necessarie altre autorizzazioni.

Per ciò che riguarda le tempistiche per la presentazione e per procedere con i lavori, generalmente bisogna tenere conto di:

  • Inizio dei lavori: è possibile cominciare lo stesso giorno della presentazione della Cila, senza dover attendere l’autorizzazione;
  • Fine dei lavori: non esiste una scadenza di legge nazionale, ovvero questo può variare da Comune a Comune;
  • Proroga: l’eventuale proroga è legata alla fine dei lavori, e anche in questo caso vanno seguite le regole specifiche dei Comuni.

Costi

Visto come è necessario procedere, vediamo qui quali sono i costi che bisogna sostenere per poter effettuare una comunicazione come la Cila. Va tenuto presente che i costi possono variare da Comune a Comune, quindi anche per questo bisogna informarsi preventivamente. Essenzialmente, i costi da sostenere riguardano:

  • I diritti di segreteria del Comune: questi possono variare da zona a zona, per esempio a Milano sono gratuiti, mentre a Roma si deve provvedere al pagamento di 250 euro;
  • Parcella del tecnico professionista: anche in questo caso il prezzo è variabile, in base ai servizi offerti dall’architetto o dal professionista che segue i lavori. Mediamente si può dire che questo costo è stabilito intorno a 1.000 euro.
Vanno tenuti presenti i regolamenti dei singoli Comuni, e nel caso in cui si voglia accedere a particolari detrazioni fiscali, vanno rispettati tutti i requisiti del caso, e bisogna conservare tutti i documenti volti a dimostrare la sussistenza e il pagamento dei lavori, in modalità tracciabile.

Omessa presentazione della comunicazione

Cosa accade se non si presenta correttamente la Cila per lo svolgimento dei lavori? Come accennato precedentemente, possono essere applicate diverse sanzioni, in particolare la multa si attesta intorno ai 1.000 euro, più l’aggiunta dei diritti di segreteria.

Nel caso in cui in passato siano stati svolti lavori senza presentare questa comunicazione, è possibile sanare lo stato amministrativo con una Cila tardiva, o per lavori già eseguiti, tuttavia si deve provvedere comunque al pagamento della sanzione. La multa è molto più elevata se si svolgono interventi per cui sarebbe necessario procedere con la SCIA o il PdC.

Cosa fare in caso di modifiche del progetto?

Se è già stata presentata una Cila e si applicano delle modifiche al progetto iniziale, non è possibile presentare una variante della prima comunicazione, ma bisognerà creare una nuova Cila, provvedendo anche al pagamento dei costi per svolgerla.

Qual è la differenza con la Scia?

La Scia serve per interventi di manutenzione straordinaria che vanno a modificare strutturalmente l’edificio, come la costruzione di scale interne o esterne, sostituzione di un solaio, apertura di fori su muri portanti. Con la Cia invece è possibile comunicare lavori che non vanno a modificare la struttura dell’edificio.

Per richiedere le agevolazioni fiscali serve la Cila?

Non necessariamente, tuttavia per accedere a diverse agevolazioni fiscali è necessario rispettare i requisiti specifici, e tra questi potrebbe essere necessario procedere con la Cila. Risulta altrettanto importante conservare tutta la documentazione che attesta la sussistenza dei lavori, e il pagamento per gli stessi, come le fatture emesse dai professionisti.

Conclusioni

La CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) rappresenta uno strumento fondamentale nel panorama delle procedure edilizie italiane, offrendo una via semplificata per l’avvio di specifici lavori di ristrutturazione e manutenzione straordinaria. Questa procedura, sebbene semplificata, non va sottovalutata, in quanto garantisce che i lavori siano conformi alle leggi e normative vigenti, grazie all’asseverazione di un tecnico abilitato.

L’importanza della CILA risiede principalmente nella sua capacità di snellire la burocrazia, permettendo di iniziare i lavori in tempi più rapidi rispetto ad altre procedure più onerose, come il permesso di costruire o la Dichiarazione di Inizio Attività (DIA). Tuttavia, è fondamentale essere consapevoli delle responsabilità e degli obblighi che questa comunicazione comporta, sia per il proprietario dell’immobile sia per il tecnico asseverante.

In sintesi, la CILA si configura come una soluzione efficace e agile per facilitare l’avvio di determinati interventi edilizi, ma richiede una conoscenza approfondita delle normative e un’attenzione scrupolosa ai dettagli per evitare possibili sanzioni o complicazioni legali. Pertanto, è sempre consigliabile consultare un esperto del settore per valutare la migliore strategia procedurale per il vostro specifico progetto edilizio.

Domande frequenti

Quando è necessaria la CILA?

La CILA è necessaria per lavori di manutenzione straordinaria che non comportano cambiamenti strutturali significativi, come la sostituzione di infissi, rifacimento di pavimenti, impianti elettrici, ecc.

Chi può presentare la CILA?

La CILA deve essere presentata dal proprietario dell’immobile o da un suo delegato, e deve essere asseverata da un tecnico abilitato (ingegnere, architetto, geometra).

Cosa succede se inizio i lavori senza CILA quando è necessaria?

Iniziare lavori che richiedono una CILA senza averla presentata può portare a sanzioni e alla sospensione dei lavori.

È possibile modificare una CILA già presentata?

Sì, è possibile presentare una CILA integrativa per apportare modifiche, sempre che gli interventi rientrino nelle categorie per cui la CILA è prevista.

Quanto tempo è valida una CILA?

La CILA non ha una scadenza specifica, ma i lavori devono essere conclusi entro i tempi previsti dalla normativa locale o specificati nella comunicazione.

Bonus edilizi e ristrutturazione 2024: cosa resta, le modifiche e le novità

Le detrazioni prorogate per il 2024

Stando all’ultima bozza della manovra restano per tutto il 2024:

  • per il Superbonus 90% la detrazione passa dal 90% del 2023 al 70%. Sino alla fine di quest’anno lo sconto resta al 110% per le case unifamiliari e i condomini, a patto che i lavori siano stati avviati nel 2022;
  • l’Ecobonus con una detrazione variabile, da scontare in 10 anni in dichiarazione Irpef, tra il 50% e il 75% in funzione della tipologia di lavori realizzati;
  • il Bonus ristrutturazioni che permette di detrarre in 10 anni e in quote di pari importo il 50% delle spese sostenute per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Il tetto di spesa è di 96mila euro per unità immobiliare;
  • il Sismabonus: per tutto il 2024 lo sconto fiscale, da detrarre sempre in 10 anni, sarà tra il 50% e l’85%, in base alla zona e alla tipologia di immobile, e verrà riconosciuto per i lavori di riduzione del rischio sismico;
  • il Bonus verde per la sistemazione di giardini, terrazzi e aree scoperte, che siano di pertinenza di immobili a uso abitativo. Previsto uno sconto del 36% con limite di spesa di 5mila euro;
  • confermato anche il Bonus mobili per l’arredo di un’abitazione oggetto di ristrutturazione. La detrazione è del 50% ma il tetto di spesa scende nel 2024 da 8mila a 5mila euro;
  • il Bonus facciate, salvo ripensamenti, dovrebbe essere prorogato per tutto il 2024. Lo sconto al 60% può essere detratto in 10 anni.

I bonus non confermati

Tra le agevolazioni che per il momento non sono state confermate:

  • il Bonus case green, non rifinanziato, che prevedeva una detrazione del 50% sull’Iva per l’acquisto di immobili ad alta efficienza energetica appartenenti alle classi A e B;
  • il Bonus acqua, che dava diritto a uno sconto del 50% sull’acquisto di sistemi per il risparmio idrico, non sembra per adesso essere presente nella legge di Bilancio.
tratto da: https://www.facile.it/mutui/news/bonus-edilizi-2024-cosa-resta-e-quali-saranno-le-modifiche-e-le-novita.html

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